...traduzione pagina

Punti di Immersione Lampedusa

Stampa

Stampa

Grotta Santa

Difficoltà: Medio/Bassa

Profondità: 25 mt.

Sempre sul versante Nord dell’isola, tra Punta Taccio Vecchio e Punta Cappellone, si trova  l’immersione di Grotta Santa. Questo tuffo non è tra quelli più ricchi di pesci, ma sicuramente offre ai subacquei uno spettacolo dall’atmosfera veramente particolare.

Come dice il nome si tratta di una grotta, chiaramente  sommersa.

L’immersione inizia su un gradino profondo pochi metri, che subito si getta su un canalone di una quindicina di metri, la parete che questo piccolo salto crea è frastagliata e con qualche passaggio che, se vogliamo, movimenta la discesa.

Una volta nel canalone costeggiamo la parete a sinistra fino a giungere in una caletta subacquea che ci costringe ad alzarci di qualche metro poiché dei grossi massi ci ostacolano il passaggio.

E’ proprio dietro questi massi che davanti a noi si apre l’ingresso (molto grande) della nostra grotta.

Inoltrandoci nella grotta, quando la luce comincia ad essere più fioca, dopo aver esplorato quasi completamente la grotta, un gradino di due/ tre metri ci porta fino alla superficie, naturalmente dentro la grotta; li possiamo mettere la testa fuori dall’acqua, togliere l’erogatore e ammirare la grande caverna sotterranea che ci ospita.

Nel tornare fuori dalla grotta un’altra bella visione ci colpisce, è il blu che entra dall’ingresso e che illumina fiocamente l’interno della caverna emersa, dandogli un tono di azzurro che ne accresce la suggestione.

Fuori dalla grotta tornando verso la barca, seguendo il canalone a ritroso, se vogliamo, possiamo continuare a scendere fino ad arrivare intorno ai venticinque metri dove branchi di saraghi  sembrano mettersi in mostra, o, se soddisfatti dallo spettacolo della grotta, tornare in barca.

Stampa

Punta Alaimo

Difficoltà: Medio/alta

Profondità: 40 mt.

A dieci minuti di navigazione da capo grecale in direzione Ovest si raggiunge l’immersione di Punta Alaimo.

Di difficoltà  leggermente superiore alle altre, poiché si tratta di un tuffo nel blu dai 30 ai 40 mt, e che quindi prevede necessariamente una sosta deco, questa immersione è una di quelle che ci entusiasma già solo per la discesa.

L’immersione si effettua con la barca in movimento, che ci segue dalla superficie dandoci la possibilità di gestirci l’esplorazione subacquea senza doverci creare il problema di tornare alla barca.

Dopo una discesa, che sembra assomigliare ad un salto col paracadute, ci troviamo su di un fondale di circa trenta metri.

Nuotando verso Nord si arriva sopra un gradino che salta giù ancora per alcuni metri (5/6) creando una piccola parete frastagliata e con profonde spaccature, che sono l’habitat ideale per cernie, saraghi e corvine.

Con una leggera virata verso ovest seguiamo la parete fino ad arrivare su delle zone di fondale sabbioso, sul quale poggiano dei grossi massi accatastati, dove una grossa ancora ammiraglia è rimasta incagliata e dove il blu intenso si trasforma in un azzurro luminoso e dove a volte è possibile incontrare delle piccole carovane di aragoste.

A questo punto iniziamo ad alzarci di livello fino a raggiungere la nostra quota di deco che, solitamente, è di una decina di minuti, e, lanciando il pedagno in superficie per comunicare la nostra posizione, aspettiamo che la barca venga a riprenderci.

 

Stampa

Taccio Vecchio

Difficoltà: medio/bassa

Profondità:  18/26 mt.

Con poco più di trenta minuti di navigazione, raggiungendo il versante nord dell’isola e superato Capo Grecale e Punta Alaimo, si arriva alla Punta di Taccio Vecchio, rinomata come ” il paradiso dei sub”.

Ormeggiandosi dopo la punta, a pochi metri dalla costa, su di un gradino di otto /dieci metri, ci si immerge per una tranquilla e piacevole immersione, che inizia costeggiando per una ventina di metri la parete rocciosa.

Superata la parete si effettua un giro quasi circolare tra grossi massi e canaloni, all’interno dei quali e possibile ammirare cernie corvine murene e una vasta quantità di coloratissimi pesci pappagallo arrivati a Lampedusa probabilmente dal Mar Rosso, triglie, scorfani e nudibranchi (flambellina e vaccarella).

Ci si inoltra poi in una grotta lunga una trentina di metri, dall’ampio ingresso pieno di colorati parazoanthus piccole axinellae , falso corallo, dal cui soffitto da una grande apertura filtrano i raggi del sole creando un particolare effetto scenico.

Si prosegue superando un lungo tunnel, lungo una ventina di metri che ci fa risalire alla profondità iniziale di circa otto metri, immediatamente sopra il soffitto della grotta, da dove fuoriescono delle piccole bolle d’aria, effetto del nostro passaggio, li vicino ci aspetta la barca, sotto la quale effettueremo la nostra sosta di sicurezza.

Stampa

Punta Cappellone

Difficoltà: Media

Profondità: 38 mt.

A poche centinaia di metri da Punta Taccio Vecchio si erge il grande costone di Punta cappellone, ed è proprio a ridosso di questo costone che  inizia l’immersione.

Restando a circa  dieci metri di profondità, e dirigendosi in direzione nord  si raggiunge il margine superiore di un affascinante parete che scende per più di trentacinque metri.

Qui inizia la vera immersione: si scende costeggiando la parete tra spugne e cerianthus membranaceus, si incontrano cernie, saraghi, ombrine e dentici.

Dopo circa dieci minuti, restando sempre al limite della no deco, si inizia la risalita, che porta ad una terrazza ricca di fenditure e piccole grotte dove è possibile incontrare ancora cernie e a volte cicale di mare.

La zona è ideale per splendide fotografie. L’immersione termina con la risalita in un particolarissimo cunicolo verticale dalla larghezza di un metro (ci si passa tranquillamente) che sale per una decina di metri.

Stampa

Grotta Solaio

Difficoltà: Medio/Alta

Profondità: 38 mt.

Sempre sul versante Nord dell’isola,  l’immersione di Grotta Solaio presenta un paesaggio marino subacqueo ricco di grossi massi e di franate che degradano verso il fondale sabbioso ammantato di grandi praterie di posedonie.

Questa scogliera  è l’habitat naturale di aragoste, polpi e magnose, grosse e simpatiche cicale di mare. Ma la cosa che più colpisce in questa immersione che costeggia interamente la parete rocciosa è la quantità di fauna ittica osservabile, anche se non di grosse dimensioni: pappagalli, saraghi, dentici e i curiosi pesci con le ali, meglio conosciuti come pesci civetta.

Stampa

Sacramento

 

Difficoltà:

Profondità:

Stampa

Scoglio Pignata

Difficoltà: Media

Profondità: 28/30 mt.

Sotto un’alta formazione rocciosa sul costone NW dell’isola, tra Capo Ponente e lo scoglio del Sacramento, che prende il nome di “Le Corna” si ormeggia nei pressi di uno scoglio affiorante: Scoglio Pignata.

Si inizia l’immersione ad una distanza di circa venti metri dalla formazione rocciosa verso Nord, quindi si rientra  verso il costone,  raggiungendo lo scoglio affiorante, dopo aver fatto un giro quasi circolare.

Il fondale, ricco di  grossi massi di forme circolari levigati dalle correnti sottomarine, poggiati sul fondo sabbioso degradante verso Nord, formando ripari ideali per tutti i pesci pelagici e dove non è difficile incontrare grossi trigoni.

La parte sommersa dello scoglietto è coloratissima da splendidi astroides  arancioni che ne rivestono le pareti, e ricco di anfratti e fessure, alcune delle quali lo passano da parte a parte.

Stampa

Scoglio Fortuna

Difficoltà: Media/alta

Profondità: 38 mt

Quasi di fronte al Panettone, e a poche centinaia di metri dalla Madonnina, un  particolare tuffo nel blu ci permette di scoprire due grossi scogli sommersi (distanti tra loro 50 mt. circa) che sembrano emergere dal fondale sabbioso che li circonda.  

Le pareti frastagliate tappezzate da spugne, anemoni e spirografi sono l’ambiente ideale di tutte le specie pelagiche.

Una particolare Pinna Nobilis di color rosso e una axinella cannabina  caratterizzano l’intera immersione.

La lunga sosta di decompressione e le correnti che a volte si incontrano rendono l’immersione ancora più emozionante.

Stampa

Scoglio della Madonnina

Difficoltà: Bassa

Profondità: 18 mt.

Di fronte alla famosa spiaggia dei conigli, all’interno di uno scoglio appena affiorante, su un fondale di solo 16 metri, è stata posizionata la statua della Madonna di Porto Salvo, patrona dell’isola, come dono votivo di un noto fotografo subacqueo (Roberto Merlo), che, scampato ad un incidente, ha offerto la statua a protezione di tutti i sub e gli amanti del mare.

L’immersione è sicuramente una delle più facili e tranquille poiché, oltre ad essere poco profonda, si svolge interamente attorno al suddetto scoglio, alla base del quale è appunto posta la suggestiva statua in bronzo della Madonna.

Alle spalle, in direzione NW, si apre un arco, la cui volta è interamente ricoperta di astroides e dal quale filtrano, creando un effetto molto suggestivo, i raggi del sole, che donano un’ intensa colorazione arancione.

Passato l’arco si può scegliere di circumnavigare lo scoglio in direzione NE o SW: la parete NE è più ricca di vita, presenta varie grotte, tagli ed anfratti, vicino ai quali si avvistano spesso piccole cernie, saraghetti e sempre le immancabili spugne.  

Stampa

Punta Javuta

Difficoltà: 

Profondità:

Stampa

Capo Grecale nord

Difficoltà: medio/alta

Profondità: 38/42 mt.

Una delle zone più belle dell’isola, adiacente alla zona A dell’area marina protetta merita d’essere scoperta attraverso più immersioni.

Qui, scendendo tra massi e franate, si potranno ammirare cernie, dotti, saraghi, ed enormi murene. La discesa sul versante di nord est, ci permette di raggiungere a circa 20 metri di profondità un pianoro con una parete  che scende ripida oltre i 50 metri.

Affacciati da questa terrrazza è possibile osservare cernie e vari pesci pelagici, come ricciole e dentici, mentre, scendendo ancora un po’ più in profonditità e costeggiando la parete, si attraversano numerose tane di murene alcune delle quali di taglio rilevante.

Se si decide di scendere ulteriormente oltre tra gli anfratti della parete che cade sulla sabbia, oltre alle grosse cernie, a volte è possibile incappare in zone frequentate da aragoste.

 

Capo Grecale sud

Difficoltà: media

Profondità: 28/32 mt.

Sul versante sud/est, da un pianoro di 8/10 mt.,  seguendo una franata di massi che creano l’habitat ideale per saraghi, corvine, in alcuni periodi dell’anno cicale, si arriva in un anfiteatro (a circa 25 mt di prof.) al centro del quale dei grossi massi sono la dimora abituale di alcune cernie.Se si decide, invece, di superare i 30 mt. variando l’itinerario dell’immersione e spostandosi più verso est, prima di arrivare all’anfiteatro ci si trova a ridosso di una parete che scende fin oltre i 40 mt., davanti alla quale una vecchia rete da pesca incagliata sul fondo si apre a ventaglio, e, mossa dalle correnti sottomarine, crea uno scenario suggestivo e particolare.

 

Stampa

Punta Parrino

Difficoltà: media

Profondita: 38

Sul versante Est dell’isola, a dieci minuti di navigazione dal porto, proprio sotto il costone che ospita la pista dell’aeroporto, ci apprestiamo ad effettuare l’immersione.

Come Capo Grecale l’immersione di Punta Parrino, vista la lunghezza e la profondità, viene divisa in due tuffi: Punta Parrino Nord e Sud.

Punta Parrino nord

Quasi attaccati alla costa e su un gradino profondo poco più di 4 metri, ci si tuffa dalla barca, senza che questa faccia l’ormeggio, poiché l’immersione si effettua in corrente.

Nuotiamo per una decina di metri sul suddetto gradino, in direzione Nord, fino a raggiungere il margine di una parete che ci permette un tuffo a trenta metri in un intenso blu.

Una volta sul fondo, dopo avere attraversato nuvole di castagnole e di mope, continuiamo a nuotare verso Nord fino ad un grande masso poggiato sulla sabbia e sempre circondato da favolosi branchi di saraghi e qualche piccola cernia che pascola nei dintorni. Ci stacchiamo di qualche metro dal fondo (siamo a circa 35 mt.) per evitare di superare la curva di sicurezza ed entrare in deco, e, effettuando una virata di 45°verso Sud, sorvoliamo per una ventina di metri una piccola distesa di posedonia, fino a raggiungere una franata di massi che nasconde un ancora bizantina praticamente intatta, ma le sorprese non sono  finite.

Dirigiamoci adesso verso Est e nuotiamo lentamente per non spaventare le grosse cernie che spesso dimorano nella tana sul pianoro sotto di noi.

Dopo averle ammirate per qualche minuto e dopo circa 40 minuti di immersione, prima di consumare le 80 atmosfere che ancora abbiamo in bombola, iniziamo la nostra risalita, fino ad un altro pianoro a 10/12 metri di profondità, dove troviamo ad aspettarci la nostra barca, qualche minuto in sosta di sicurezza e su a bordo.

 

Punta Parrino sud

Diversamente dal tuffo a Nord, quello a sud si effettua ad imbarcazione ormeggiata.

Il tuffo è adatto a subacquei più tranquilli, inizia su un pianoro intorno ai 10/12 metri di profondità, da qui ci dirigiamo verso Est e dopo aver costeggiato la parete alla nostra destra, ci tuffiamo su un fondo dove poggiano dei grossi massi, gli stessi che nascondono come nella precedente immersione l’ancora bizantina.

Anche qui se siamo fortunati ammiriamo le cernie che risiedono nella tana sul pianoro sotto di noi.

Continuiamo a nuatare spostandoci verso sud come a formare un grande cerchio e ci troviamo davanti ad un anfiteatro sui trenta metri, davanti al quale dei grossi massi possono offrire riparo a cernie, scorfani e dotti.

Da li iniziamo la risalita fino ad una suggestiva prateria di posedonia che sorvoleremo fino a raggiungere il punto da dove siamo partiti incontrando qua e la polpi, sciarani e tantissime castagnole.

Stampa

Panettone

Difficoltà: Bassa

Profondità: 20 mt

Ad un centinaio di mt dalla Madonnina, un  grosso scoglio emerso a forma di panettone, crea l’ennesimo sito di immersione.

L’immersione si sviluppa intorno allo zoccolo del panettone; il quale è attraversato da una grotta passante dalle variopinte pareti tappezzate di astroide par. di che crea effetti di luce particolari.

Il fondale misto di massi, poseidonia e sabbia è popolato di cernie, saraghi, scorfani e una pioggia di piccole castagnole.